martedì, maggio 15, 2007

Saluti

Etichette:

lunedì, maggio 14, 2007

Saluti a Macalle'

E siamo gia' all'ultimo giorno a Macalle'.
L'ultimo giorno di ufficio pieno e, ovviamente, anziche' lasciarmi completare il training in santa pace, mi portano casi disperati e urgentissimi con computer moribondi e traboccanti di virus... In ogni caso non posso lamentarmi perche' dopo quasi 2 mesi di orari folli a lavorare sul db, quest'ultima settimana di lezione e' molto rilassante, nonostante i virus.
Solo il fatto di uscire dall'ufficio alle 17.30 (l'orario giusto) invece che alle 19.30/20 (l'orario che ho tenuto normalmente) mi ha cambiato la qualita' della vita.
Mi son goduta un po' Macalle', shopping con la dermatologa, relax, succhi di frutta al bar... mi dispiace partire.

Domani il volo per Addis, il tempo delle formalita' burocratiche e poi di nuovo in Italia. Son volati questi due mesi cosi' impegnativi e densi.

Stasera chiudero' la mia permanenza qui con una cenetta sulla splendida terrazza dei ragazzi del servizio civile. E' invitata tutta la comunita' italiana di Macalle', una decina di persone circa, sempre in movimento.

Il giardino della casa di Macalle' a meta' marzo.
Oggi l'albero viola ora e' tornato verde e pick up, preso nuovo, che vedete parcheggiato ha quasi 10'000 km, la maggiorparte dei quali percorsi insieme =)

Etichette:

Fasil's Bath - Gondar


Gondar - Intorno alla piscina dell'imperatore Fasil

Etichette:

sabato, maggio 12, 2007

Inquietante


Etichette:

giovedì, maggio 10, 2007

La forgia

Etichette:

mercoledì, maggio 09, 2007

1' maggio

Oggi e' il primo maggio!
almeno secondo il calendario etiopico =p
Per la precisione e' il 1' Ginbot (i nomi dei mesi son bellissimi)
ed e' il "compleanno di Maria" (Ade Mariam, letteralmente mamma Maria) a cui i cristiani etiopici son molto devoti.
A casa, per la pausa pranzo, Sennait ci ha preparato la cerimonia del bunna con molte piu' decorazioni floreali del solito; anche in ufficio festeggiano e l'odore della cipolla fritta e' stato sostituito dall'incenso (suggerisco di festeggiare piu' spesso...).
Dalla caffetteria al piano terra sento provenire anche musica e ululati di giubilo, pare si divertano molto mentre noi farengi siam quassu' a lavorare davanti al monitor =p


Lalibela - interno di una chiesa

Etichette:

La casa del guaritore


Harar - la casa del guaritore


Dietro la tenda della porta si apre un grande salone dove, tra mucchi di erbe, siede il prodigioso santone

Questa non e' una tipica costruzione di Harar ma una delle 5/6 case in legno costruite dagli indiani che vivevano qui a fine 800. La casa di Rimbaud e' sullo stesso stile (ma e' stata restaurata qualche anno fa dagli europei).



La targhetta dei servizi offerti dal guaritore


Da notare inoltre che la cura e' "su offerta" ma per fare le foto all'interno bisogna pagare qualche birr...

La voce 10 la lascio decifrare a chi si diverte con gli acrostici.



L'ispirazione indiana


Sullo stipite della porta c'e' Ganesh...
Cercate invece di ignorare l'orribile lampadina

Voce fuori campo: Ehi !!...e' proprio un elefantino rosa!

Cleric power!

Etichette: ,

martedì, maggio 08, 2007

Quando le piste sono un po' sassose...

Etichette:

lunedì, maggio 07, 2007

Il pasto delle iene


Il pasto delle iene ad Harar.

Tutte le sere verso le 19.30/20 questo signore (e altri della sua famiglia prima di lui) danno da mangiare ad un simpatico branco di 15-20 iene, subito fuori le mura della citta'. Non e' ben chiaro se i suoi predecessori siano tutti morti tranquilli nel loro letto...
Questo strano rapporto con le iene va avanti da diversi secoli in seguito, si narra, alla visione di un mistico. Nelle mura cittadine c'era una speciale porta, un buco di circa un metro, per permettere alle iene di entrare la notte; ora e' stato allargato per farci passare pure le persone.
La nostra guida ci ha detto che durante "il pasto" non si sono mai verificati attacchi, solo qualche volta di notte nei vicoli.
Merce' 25 birr si puo' pure aiutare il signore a nutrire le simpatiche bestiole che si ammazzano dalle risate azzannandosi tra loro per avere la precedenza (ma sempre dopo la matrona capobranco).
Lui le chiama per nome e ti dice a chi dare il pezzettino di carne posato su un bastoncino di 15 cm.
Rivedendo le foto mi son chiesta: "Come cavolo ho fatto???"

Etichette: ,

domenica, maggio 06, 2007

4 salti in padella




Un futuro piatto di tibbs (di pecora o di capra a scelta, cipolle comprese).
La foto e' stata scattata ad Harar, da questo l'aria piu' mansueta del solito (chattata) delle bestiole =)

Etichette: ,

sabato, maggio 05, 2007

Tibbs e Sciro

Ordinare un pasto e' sempre facile.
Il menu' e' un concetto astratto.
I piatti sono sempre quelli: Tibbs, zighini', sciro', sciro' tegamino, ...sempre su un bel pezzo di injera (piu' o meno grigia e piu' o meno acida a seconda di quanti giorni ha).
Per noi italiani abituati ad una incredibile varieta' regionale e' un po' alienante =)

Se proprio si e' fortunati potete farvi condire un piatto con lo zafferano (alicia', poi pero' dovete specificare su che volete mettere questo alicia'), oppure potete ordinare zighini' (carne con cipolle), del wat (stufato), del doro wat (stufato di pollo) e in qualche angolo del tigray addirittura del "doro arrosto" (pollo arrosto).
Il loro piatto "prelibato" invece non l'ho mai assaggiato per motivi igienici: e' carne cruda macinata, il kitfo. Prima

I menu' si trovano solo nei ristoranti di lusso, in tutti gli altri
chiedere "cosa avete?" getta il cameriere nel panico.
Iniziera' a guardarvi con occhi stralunati e sorriso ebete senza spiccicare parola.
Provare ad imboccarlo: "do you have tibbs, sciro'... and?"
causera' un sorrisone e l'ordine immediato di questi piatti..
"ok, stop.. just adeh ("and" in amarigno, 1) tibbs". Se non e' fasting (digiuno, che si tiene praticamente il 50% dell'anno) sul tibbs andate sicuro, sempre che il fegato regga il grasso dalla dubbia origine in cui vengono affogati i pezzetti di carne (pecora, capra, mucca, cammello...).
Il miglior tibbs l'ho mangiato in un ristorante per camionisti ad Adaitu, un villaggetto a 30km a sud di Mille. Il ristorante si chiama Andinet ed e' gestito da una signora tostissima che tira bottigliate i camerieri lavativi.


Il ristorante e la sua proprietaria. La foto e' un po' sfocata ma rende l'idea dell'atmosfera allegra mentre la signora ci offriva il caffe'

Al posto della carne potete buttarvi sullo sciro', ovvero passato di ceci. Naturalmente piccantissimo. Se vi regge chiedere pure il "met mita", una polverina la cui sola vista causa ustioni.
Tuttavia se beccate il cameriere intransigente si rifiutera' di portarvi sciro' o altro "cibo da digiuno" se non e' periodo di digiugno.... ci e' capitato di discutere perche' volevano per forza farci mangiare carne ("Non e' fasting!!" ci ripetevano).

Se l'acidita' dell'injera vi tormenta potete chiedere del "bani" (pane) al posto dell'injera, nell'80% dei casi sapranno accontentarvi con un sorriso di comprensione.

Se non amate il piccante, portatevi da mangiare dei biscotti.

L'idea di NON mettere il berbere' o altri ingredienti piccanti e' fuori dalla portata del cuoco etiopico.
Mi immagino la scena... con la mano destra cercano di fermare disperamente la mano sinistra che versa il berere' nel tegame...
e' piu' forte di loro.

Anche la nostra cuoca, che capisce perfettamente l'italiano, non resiste di fronte ai suoi ingredienti base, anche se sa bene che per noi non deve cucinare piccante.
Il peggio e' quando nasconde i pezzi di peperoncino verde tra le foglie di insalata.
Non lo percepisci finche' non e' troppo tardi.
Esperienze traumatiche.
"Altrimenti non ha sapore" si giustifica con un sorriso.
La nostra cuoca e' un tesoro, ma e' una vera Tigrigna, dura come un sasso: non c'e' verso di farle cambiare idea o modificare una ricetta.

Etichette:

venerdì, maggio 04, 2007

Harar - Case


Harar - un cortile



Il Salotto di una casa tradizionale Adere' (Harari). Sono dei gradoni coperti di cuscini, dove si entra senza scarpe. Il posto del capofamiglia e' sulla sinistra. Al suo fianco sono riposte le armi, nel caso l'emiro chiamasse per la guerra. Harar non aveva un esercito professionista. Molti salotti hanno i "divani" dipinti di rosso, per ricordare una sanguinosa battaglia.



Salotto di una casa Adere' (Harari) abitata da una coppia giovane. Rispetto agli anziani tengono molte meno cose attaccate al muro, ma la struttura della casa e' sempre la stessa. Le porte intarsiate venivano prodotte da artigiani indiani che vivevano qui.

Etichette:

giovedì, maggio 03, 2007

Harar

Un po' di foto sparse al volo... pescate in un momento ritagliato dal movimento frenetico di qui. Un week end a 800 km da Macalle', attraversando l'etiopia.

Un luogo fuori dal mondo, un altro paese.
Una citta' di mercanti arroccata sui monti, abitata da un'etnia che parla arabo e vive in case tradizionali. Di giorno lo stridire dei falchi sovrasta le casette bianche e il dedalo di vicoli. Durante la notte le iene si aggirano nei pressi, nutrite per antica tradizione.


Harar - il salone della (presunta) casa di Rimbaud, che qui faceva il trafficante d'armi


Harar - il mercato della carne


Le vallate intorno sono una distesa di verde coltivazioni di chat, curate dai coloratissimi contadini Oromo. Il chat che poi viene portato a braccia o sui furgoncini nei mercati di tutta l'etiopia, ma ad Harar ad ogni angolo uomini, donne, bambini, capre, lo masticano senza posa.


Harar - il mercato degli Oromo, frutta e chat

Etichette:

venerdì, aprile 27, 2007

Abitazioni


Una ragazza Afar trasporta un pezzo di casa


Una casetta monofamiliare Afarigna

Etichette:

giovedì, aprile 26, 2007

Lem


Lem, acqua in lingua Afar

Questa e' l'unica pompa a mano che abbiamo visto tra tra Cifra e Bati, 90 km attraverso un'arida savana dove vivono gli Afar meno spartani (quelli piu' tosti vivono nella depressione della Dancalia).

Le ragazze Afar erano incuriosite da questi buffi "farengi" che si son fermati tra loro. Abbiamo comunicato a gesti e risate, dato che non parlano neanche una parola di amarico o tigrino.
Serve una forza incredibile per far funzionare la pompa, ed esce solo un sottilissimo rivolo d'acqua. Ho provato con loro e ho cercato di immaginarmi cosa possa essere la vita cosi'.
Le donne passano le loro giornate li', poi si caricano in spalla le taniche e camminano, anche per diversi km, fino a casa.

Etichette:

Afar




Le popolazioni Afar vivono nei torridi deserti e nella depressione della Dancalia. Non sono considerati propriamente "socievoli". Ogni tanto rapiscono qualche turista.

Etichette:

mercoledì, aprile 25, 2007

Oromo



Gli Oromo sono l'etnia piu' numerosa, e comprende molte sotto etnie con tradizioni diverse. Queste foto vengono da un villaggio sulla strada per Cifra, scattate durante una festa che si svolgeva sull'unica strada del villaggio

Etichette:

lunedì, aprile 23, 2007

Giri sparsi

Il fine settimana del 15 sono andata al mercato di Bati, in mezzo al deserto.
Questi ultimi giorni invece, approfittando del dover andare a controllare la raccolta dati "in field", ho girato per gli altopiani, Shire', i monti Siemel e il Rash Dashen, i castelli di Gondar, il lago Tana e le cascate Nilo Azzurro, il villaggio di Awra Amba... luoghi incredibili.
Il nostro pick up ha 5900 km, l'abbiamo presa il 16 marzo da Addis Abeba che ne aveva 200... il 90% dei restanti km percorsi ero la' sopra (e per dare un'idea delle strade, sottolineo che abbiamo gia' bucato 7/8 volte e cambiato completamente le gomme una volta).
Ho un sacco di foto che aspettano di essere postate, ora vediamo come riesco a incastrarmi tra lavoro e altri impegni =)

Etichette:

giovedì, aprile 19, 2007

Baobab



Tra Sekota e Samre c'e' una valle piena di baobab.
I compagni di viaggio piu' esperti mi dicono che son molto piu' piccoli di quelli che crescono in altri luoghi dell'africa. (povero baobab, crescere a 1800 metri non deve essere facile).
I loro rami contorti sembrano doversi animare da un momento all'altro... me li immagino come dei parenti cattivi di Barbalbero =)

Etichette:

mercoledì, aprile 18, 2007

Paglialbero




In buona parte dell'Etiopia centrale (Amhara, Welo) la paglia si conserva cosi'...

Etichette: